Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/174

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166 Altarana

non mi tengo pulita, e che l’ispettore dell’anno passato, alzandosi dal mio posto nella scuola, si trovò pien di pulci. Una bugia! E lo dico forte, chè tutti posson veder la mia biancheria distesa al sole, se è roba d’una donna che non curi la pulizia. Son brutte cose, lasciamo andare.

Il maestro si sentì umiliato per lei di tutte quelle sudicerie; ma era nello stesso tempo allettato dalla stranezza delle cose e dalla mansuetudine simulata, con cui la maestra le esponeva.

— Ora poi — continuò questa — dopo che s’è licenziata per malattia la maestra Pezza, speravo che il signor sindaco m’avrebbe lasciata in pace; ma non fu così. Egli l’ha ancora con me per certe parole che m’hanno accusata d’aver detto l’estate scorsa contro il Consiglio, in presenza di gente; per cui sono stata sospesa dallo stipendio per dodici giorni: e non me l’ha più perdonata. — E soggiunse, mandando un lampo dagli occhi: — Calunnie, gliel’assicuro.

— Ma perchè — le domandò il Ratti, dopo una breve riflessione, — sperava lei che il sindaco cessasse di farle la guerra dopo il licenziamento della maestra Pezza? Forse perchè può chiamare al suo posto quell’altra?

— Ah non per questo, — rispose la donna. — Quella non può perchè non ha che la patente di grado inferiore. D’altra parte io credo che a quella non ci pensi più. Si sa, gli uomini cambiano. Dicevo perchè, naturalmente, ora che è aperto il concorso, il signor sindaco procurerà che sia nominata una maestra.... Gli uomini son tutti così, dal più al meno; amano la gioventù. A una faccia come la mia non darà il posto di sicuro. Del rimanente, l’avviso di concorso è già stato pubblicato, e sento che fra gli altri documenti c’è detto che “quelle che possedessero la propria fotografia potrebbero unirla alla domanda„.

— Diavolo! — disse il maestro ridendo, — pare un concorso per un matrimonio.

— E ne troverà, — riprese la maestra col suo accento benigno. — Ci sono tante maestrine giovani, che cercano un collocamento; c’è tanto mai concorso da per tutto che bisogna bene che s’adattino, per trovare un posto, a tutto quello che domandano.... povere gio-