Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/192

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184 Altarana


— Desiderî?

Il sindaco e anche quel gozzuto del soprintendente allungaron le labbra, come dei ghiottoni, piantando in faccia alla maestra i loro quattr’occhi luccicanti.

La ragazza abbassò gli occhi e rispose con una civetteria adorabile, quasi sospirando la parola:

— Nessuno.

Le tre Autorità inghiottirono la saliva.

— Ebbene, — disse l’ispettore, con un sospiro — scriviamo: nessuno.

E quando fu fuori col suo seguito, proruppe in esclamazioni ammirative: — Ah che bel bocconcino di maestrina! Ah che amore di ragazza! — E si lasciò andare fino a congratularsi di quel tesoro col sindaco, battendogli una mano sulla spalla, mentre quegli atteggiava il viso a un’espressione di compiacenza discreta, sotto la quale pareva che volesse insieme nascondere e far sospettare “qualche cosa.„ E così ebbe termine la visita ispettorale.


Il maestro Ratti non potè che varie ore dopo, a tavola, farsi appagare dalla bocca del segretario la curiosità che lo tormentava. Che era stato quel rossore del ragazzo, e quell’imbarazzo della maestrina, di cui anche l’ispettore s’era accorto? Ci doveva esser sotto qualche mistero. — E come c’era! Ma non era un mistero. Quel piccolo mascalzone era innamorato come un asino, e geloso a segno che pigliava a calci i suoi compagni più grandicelli quando la maestra li lodava. S’era rivelato da principio andando a rubar frutta e legumi da regalare a lei, che aveva rifiutato ogni cosa. Poi una sera sull’annottare, incontrandola per una viottola, e fingendo di disperarsi e di domandarle perdono delle sue ruberie, le aveva mangiato il grembiale dai baci. L’avevan sospeso dalla scuola, poi era stato riammesso. E da un pezzo se ne stava quieto, ma sempre cotto, studiando con molto impegno per entrare in grazia alla maestrina. Il suo maggior tormento era un maestro d’Azzorno, un bel giovane, che veniva a ronzare da quelle parti, e s’accompagnava con la Vetti qualche volta. Egli andava dicendo che gli voleva fare un occhiello nel ventre. — E sarebbe capace di farlo, — conchiuse il segretario; — se non avesse timore di lei.