Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/270

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8 In un’isola

cesto di lattuga che tenevan sotto il braccio, gli davan l’idea d’un popolo antico, semplice ed amabile. Le notizie delle guerre e delle vendette sanguinose tra famiglia e famiglia non arrivavano al convento che come voci d’un mondo lontano.... Non accadeva nulla, intorno a lei, che turbasse la sua quiete. Ed era libera. Mangiava sola in un grande refettorio, ed era trattata come una gran signora. Dormiva in una camera appartata, grandissima. Usciva quando voleva, non accompagnata che da un’orfanella, che le faceva da cameriera. Ma non aveva bisogno d’uscire. Veniva tanta gente a trovarla in casa! Il convento era come una reggia per lei. E poi.... la suora francese l’aveva ricondotta alla fede. Alle volte, la sera, stando tutt’e due alla finestra, al lume della luna, dopo aver discorso di molte cose, la suora le diceva: — Preghiamo, — e giungeva le mani, e allora essa pure, guardando quelle montagne e quella distesa immensa d’oliveti, pregava, essa pure col cuore, come non aveva più pregato da bambina.

E ricadendo a un tratto nella mondanità, — Giusto, — disse, — ci ho qui una croce, — e la tirò fuori dall’abbottonatura della camicetta rosea; — una croce d’oro che mi regalò la marchesa Ortu; una marchesa che potrebbe esser regina. Quella è un’amica per me.... più che un’amica. Mi adorava. Voleva a ogni costo che io andassi istitutrice nella sua famiglia, che sarei stata tenuta come una principessa; ricorse perfino al confessore perchè mi persuadesse. Mi faceva andare a casa sua, e quando c’ero io non riceveva nessuno: una cosa, ti assicuro, da farmi insuperbire. Mi ha scritto due giorni dopo che son partita... una lettera! Non si scrive così che a una sorella. Quella è un’amicizia che serberò fino alla morte. Oh che buona, che dolce vita! È il mondo della cortesia e della grandezza!

— Vi ritornerai volentieri, — disse il maestro.

La cugina rispose sventatamente: — Non vi torno più. Mi son licenziata.

Il giovane restò con la bocca aperta. — Licenziata? E perchè mai? — E gli balenò il sospetto d’un amore andato a male, d’una persecuzione, della gelosia di qualche signora potente.

— Perchè mi son licenziata?... — domandò la ra-