Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/308

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46 L’ultimo anno ad Altarana

gredienti, mostrandogli come si doveva rivoltar l’insalata per non far schizzare il condimento; ma fece egli stesso un balzo indietro con la seggiola per scansare una foglia saltata fuori.

— Anche qui ti riconosco! — gli gridò ridendo il Ratti. — Hai sempre più paura d’una macchia che d’una fucilata!

— Mio caro, — rispose quegli placidamente, — se non tengon conto dei vestiti i maestri.... Sai quanti anni ha questo soprabito?... Cinque anni, e non è rivoltato. E se non ci fosse quella pazzia della ginnastica obbligatoria, tirerebbe ancora avanti un bel pezzo.

— Andiamo — gli disse il Ratti; — son miserie. Scommetto che ti sei già messo da parte un capitale.

Il Labaccio scrollò una spalla. In che maniera poteva aver messo da parte? Ma sperava di poter cominciare l’anno venturo, perchè gli dovevano aumentar lo stipendio. E fece l’elogio del sindaco cavalier Lotti. Il sindaco gli aveva accresciuto il materiale scolastico; gli faceva dare per la scuola serale, oltre l’assegno del governo, ottanta lire; gli faceva perfin sperare un piccolo pezzo di terreno, da farne un campo modello, per la scuola pratica d’agronomia.

— Eh taci dunque, Creso! — gli disse il Ratti, punto da un po’ d’invidia. — Tu vedi tutti grassi perchè hai trovato tu la cuccagna. Goditela, sta bene. Ma abbi almeno compassione di chi stenta il pane, e non decantar la professione, che è la peggio di tutte. Basta dire che in tutte le altre, tutti cercano e sperano d’innalzarsi, che è quel che dà forza a tirare avanti; nella nostra soltanto non si cerca altro che di non cadere, che è il più che si possa sperare. La professione è definita con questo.

— Migliorerà, — rispose il Labaccio, bevendo.

— Migliorerà per te, — disse il Ratti, — di questo ne son sicuro. — E ricordandosi dello scherzo del Lérica: — Intanto — soggiunse — tu sposerai una ragazza con cinquantamila lire.

Il Labaccio lo guardò, stupefatto, e rispose un po’ imbarazzato: — Non è una ragazza.

— Ah! ci ho dato, dunque! — esclamò il giovine, rallegrato di quella scoperta inattesa. — Ragazza o no, prendi moglie, e con tanto di sacchetto; volevo ben dire!