Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/404

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142 I martiri della ginnastica

tremare per il suo pezzo di pane, altre quattro ricorrenze d’esami l’avevan tenuta in affanno per un mese, ed essa aveva ancora versato qualche lagrima per rimproveri immeritati o per atti d’ingratitudine di bambine: nulla di più. Il maestro le domandò notizie dei conoscenti di Piazzena. Il parroco era sempre quello; e con questa frase ella fece comprendere discretamente che non solo era ancora vivo, ma sempre vivo nella stessa maniera. Il sindaco era ancora andato innanzi nella sua passione per la pulizia e per la lingua; ma s’era imbattuto in un maestro più linguista di lui, col quale attaccava per i cui e per i che delle dispute furibonde, che si sentivano dalla strada. Don Biracchio sempre vegeto e solitario nella sua bicocca. — E la signorina Fanari? — domandò vivamente il Ratti, sorridendo. La maestra pure sorrise, comprendendo che egli voleva sapere se il famoso secreto fosse stato scoperto, e titubò un poco ad entrare in quell’argomento difficile, che non aveva mai toccato con lui. Ma vide negli occhi del maestro una così giovanile curiosità e insieme tanta benevolenza per lei, che vinse la propria ripugnanza, e, continuando a sorridere, rispose. Ebbene, no: il segreto non era stato scoperto; la sua collega continuava a far le solite gite a Torino, sempre serena e impenetrabile, e tutti seguitavano ad essere più curiosi e più arrabbiati che mai, e a far delle ricerche che non riuscivano a nulla. Da ultimo, sapendo ch’essa aveva un ritratto in fotografia che guardava sempre, e teneva chiuso in una busta, avevano indotto con danaro una sua servetta a portarglielo via durante una delle sue assenze, con la speranza di scoprire finalmente chi fosse l’innamorato misterioso; e appena avuta la busta rubata, ci s’erano gettati su in quattro o cinque con la curiosità che si può immaginare. — Ebbene? — domandò il Ratti. — Era la fotografia, — rispose con rispetto la maestra, — di Sua Santità Leone XIII. E soggiunse con un sorriso che la burla aveva esasperato tutti quei signori in un modo.... Il Ratti diede in una risata. E domandò come stesse di cuore il delegato delle maestre. — Ah! l’avvocato! — mormorò la signorina, indovinando che la domanda alludeva alla sua passione dominante. L’avvocato aveva avuto un gran colpo. Quella bellissima maestra del comune di