Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/422

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160 Il secondo anno a Camina

nei confini d’un’amicizia sentimentale, condita di immaginazioni erotiche e di tenerezza materna, oppure (e ciò gli pareva più probabile) che si conducesse vistosamente in quella maniera per svergognar suo marito con lo spettacolo d’un incoronamento pubblico. Egli si fissò nel secondo sospetto quando seppe che gli odi s’erano ancora inveleniti tra marito e moglie dopo la morte della sorella di Torino, che aveva lasciato a lei una piccola eredità, e il marito l’accusava d’aver sottratto e nascosto delle cedole datele brevi manu dalla morente; onde litigi abbominevoli e accapigliature feroci. Una mattina, anzi, essa venne alla scuola con un occhio malconcio, e si valse anche di questo per dare un’espressione più dolcemente languida al suo sguardo. E allora il maestro, non dubitando più di non dover servire ad altro che a una vendetta visibile, si rassicurò alquanto. Ma non per questo l’uggiva meno quel corteggiamento ostentato, poichè già parecchi nel villaggio lo guardavano con cert’aria di canzonatura, e la maestra Gamelli, fra gli altri, offesa di vederlo in tanta intrinsichezza con la sua più maligna nemica, gli faceva, passandogli accanto senza guardarlo, un sorriso di manifesto disprezzo. Un giorno, finalmente, una parola del maestro Reale gli diede l’ultimo colpo. — Dunque — gli domandò questi incontrandolo — i ferri si scaldano? — Non servì ch’egli negasse risolutamente. — Sta all’erta, — gli disse quegli, chiudendo un occhio; — perchè l’uomo è vendicativo.... e ti farà qualche brutto tiro. — E gli soggiunse più da vicino, mandandogli nel naso una tanfata di branda: — Vuoi un consiglio da amico?... Lascia stare quel deposito. Tutto il paese ne parla. — A quella notizia, egli fu preso da un impeto d’ira e d’odio contro il marito e la moglie e contro lo scellerato destino che non lo lasciavan ben avere da nessuna parte, e decise di cantarla chiara alla signora alla prima occasione, di romperla anche, se occorreva, sgarbatamente, qualunque cosa ne fosse seguito. Fermo in questa risoluzione, ruminò per due tre giorni il modo e le parole di cui si sarebbe servito, e un dopo pranzo d’un giovedì, vedendo la signora, secondo il solito, sull’uscio d’un piccolo orto di casa sua, dove pareva che l’aspettasse, andò verso di