Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/423

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L’assalto 161

lei difilato con l’idea d’aggiustarle il colpo. Ma le sue prime parole lo disarmarono. Essa gli mosse incontro col viso inquieto, dicendo: — Salga un momento, signor maestro! Il ragazzo è malato! Sono in un affanno! Gli farebbe tanto piacere di vederla! Non si capisce che cos’abbia, Dio mio! — Affezionato com’era al ragazzo, il maestro salì subito, spinto anche da questo pensiero, che il vederlo entrare in casa sua così francamente avrebbe scemato i sospetti al marito. Entrando, domandò di lui: era partito la mattina alle sei per Torino, per un affare. Quella combinazione gli dispiacque. Attraversato due camere, entrò in quella del ragazzo che lo salutò con un sorriso, mettendosi a sedere sul letto. Il maestro rimase stupito. Benchè non avesse l’occhio medico, vide alla prima ch’ei non doveva avere che un raffreddore leggero: l’occhio era chiaro, il colore sano, la voce piena; dalle prime sue parole capì che avrebbe voluto alzarsi: gli balenò l’idea che la madre l’avesse fatto stare a letto per forza, per un suo fine. Imbarazzato, balbettò qualche parola, impaziente d’uscire. Ma alla signora pareva che la vista del malato avesse accresciuto l’affanno. Quando furon nell’altra camera, tutt’a un tratto, diede in un singhiozzo, e sclamando: — Ah! caro maestro, mi dica che non sarà nulla! — gli gettò le braccia al collo e gli abbandonò il capo sul petto. L’inganno, la sfacciataggine, il pensiero del ragazzo lì accanto, quella testa impomatata e quella pinguedine frolla gli rivoltaron l’animo e i sensi con tale violenza, ch’egli andò a un pelo dal respingerla con uno spintone: si levò le mani dalle spalle di mala grazia, e facendo un passo indietro, le disse con accento brusco, senza guardarla: — Ma se non ha nulla! Perchè si vuol affannare?... — Alla signora montò un’ondata di sangue al capo; ma fu pronta a contenersi, fingendo stupore e indignazione ch’egli avesse male interpretato l’atto suo; e col viso stravolto dalla rabbia, di disse: — Oh stiamo a vedere... O che cos’ha creduto, impertinente.... imbecille? — E tese il braccio verso l’uscio. Ma egli l’aveva già preso.