Pagina:De Amicis - Il romanzo d'un maestro, Treves, 1900.djvu/55

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La visita dell’ispettore 47

mentanea vergogna e quel principio di pentimento, scordavano affatto le buone parole e ricadevano nelle mancanze; e c’era in queste una progressione lenta, ma sensibilissima, di frequenza e di gravità: egli sentiva che la scolaresca gli sguisciava di mano, e che tra non molto non l’avrebbe più potuta dominare. E se ne impensieriva seriamente. Ma persisteva nei suoi modi, nondimeno, chè gli ripugnava di cambiar strada così presto, appena incominciato il cammino, confessandosi deluso in uno dei suoi più cari desideri; e a persistere l’aiutava ancora un’incerta e intermittente aspirazione religiosa, una dolcezza rimastagli in cuore dalle credenze dell’infanzia, il ricordo della fede di sua madre, e un fascino che esercitava sempre sopra di lui la figura candida e misteriosa di Cristo, nonostante tutti i dubbi ch’egli aveva, come tanti altri, bevuti, per dir così, coll’aria del suo tempo e collo spirito dei suoi studi.

Ma un giorno, sul principio di maggio, gli seguì un caso che ebbe per effetto di scuotere fortemente le sue idee intorno all’educazione. Stava in faccia all’uscio della scuola, con l’ombrello in mano, sotto una pioggia fitta, a invigilare l’uscita degli ultimi alunni, quando sentì dietro a sè le grida disperate d’un ragazzo, e, voltandosi, vide un contadino in maniche di camicia, che con una mano teneva afferrato per la nuca uno dei suoi alunni, e con l’altra lo picchiava furiosamente nel viso. L’istinto imperioso che l’aveva sempre gettato con un coraggio cieco contro i percotitori dei fanciulli, lo gettò contro quell’uomo. Si cacciò, gridando, fra lui e la vittima, fu percosso, afferrò la mano che percoteva, si sforzò di separarli; ma non riusciva che a inferocir di più quel furioso. Era il padre che aveva scoperta una birbonata del figliuolo mentre era a scuola, ed era venuto ad aspettarlo all’uscita perchè non pigliasse pei campi. — Me ne infischio del maestro! — urlava, continuando a menar le mani; — ho diritto di castigare i miei figliuoli! Mi si levi d’attorno, giuraddio, ne do anche a lei! — Gli alunni intanto avevan fatto cerchio, altra gente accorreva; il maestro riuscì a buttar via con uno spintone il ragazzo, che andò a dar della schiena nel muro, atterrito, filando sangue dal naso. E allora abbrancò il padre per le spalle, di-