Pagina:De Amicis - Marocco.djvu/333

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fez 323


— Naturalmente — rispose la madre; — poichè sono marito e moglie!

— Ma non capite, — disse l’Ambasciatore con un movimento di sdegno; — che questo è mal fatto? che è contro le leggi della natura? che è dannoso all’anima e al corpo? che in questo modo invece di educare moralmente e fisicamente l’infanzia, la profanate, l’avvelenate, la soffocate?

— Che, che, signor Ambasciatore! — rispose la madre con la più amena disinvoltura; — non creda questo. Non segue nulla di tutto questo. Son bambini.... — E qui s’avvicinò a noi e abbassò la voce. — Son bambini, non sanno nulla, non pensano a nulla, discorrono e ridono fra loro, e poi quando son stanchi, chinan la testa così e s’addormentano come angioletti. Nulla di male, signor Ambasciatore.

L’Ambasciatore tentò ancora di persuaderla che del male ce n’era; ma la buona donna, continuando a ripetere: — nulla di male, nulla di male... a poco a poco, a poco a poco — rimase del proprio parere.

In quel frattempo la sposina di nove anni mandava dei baci al cane da caccia del signor Paxcot, legato in un angolo del cortile.

Povere creature! Fu una pietà il vederle, quando s’accomiatarono, rimettersi le babbuccie