Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/305

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302 ricordi di parigi.


-nata, come il ladro nel sacco, tutta la ricchezza che vi può capire; un demone implacabile ci caccia a sferzate di salotto in salotto, dal teatro all’ac­cademia, dall’uomo illustre al bouquiniste, dal caffè al museo, dalla sala da ballo all’ufficio del gior­nale; e la sera, quando la grande città ci ha detto e dato tutto quello che le abbiamo domandato, sem­pre amabile e allegra; quando sediamo a cena co­gli amici, stanchi, ma contenti di sentirci la nostra preda nella testa e nel cuore, e ci co­minciano a scoppiettare intorno le arguzie e gli aneddoti, e il primo bicchiere di Champagne ci tinge di color d’oro tutti i ricordi della gior­nata; allora con che slancio d’entusiasmo salu­tiamo la grande Parigi, l’ospite amorosa e magni­fica, che a tutti apre le braccia, e profonde ri­dendo baci, oro ed idee, e rinfiamma in tutti i cuori col suo soffio giovanile il furore della glo­ria e l’amore della vita!


Ma dopo alcuni mesi, che cambiamento! Co-