Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/63

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60 ricordi di parigi.


vasi colossali dipinti su fondo d’oro, i salotti ar­redati di mobili di porcellana, i quadri di seta ricamati a uccelli e a fiorami, le intarsiature d’a­vorio, di lacca e di bronzo, e mille piccole me­raviglie innominabili; e in ogni cosa quella ni­tidezza cristallina, quella perfezione disperata delle minuzie, quella finezza aristocratica di co­lori, quell’ingenuità gentile d’immaginazione fem­minea, che è l’impronta propria e indimentica­bile dell’arte sua. Il Giappone prepara alla Chi­na; ma è in ogni modo un gran salto. Alla mu­sica dei colori succede il tumulto, al grazioso il grottesco, al finito il tormentato, alla varietà la confusione, al capriccio la follia. Al primo en­trare, la vista rimane offesa. In mezzo ai mobili di mille forme sconosciute, di legno di rosa e di legno di ferro, intarsiati di avorio e di madreperla, cesellati con una pazienza prodigiosa, si rizzano i baldacchini purpurei, i paraventi dipinti di giardini misteriosi, i parafuochi ricamati di farfalle argentee e di uccelli dorati, le pagode a