Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/64

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uno sguardo all'esposizione. 61


sette piani coperte di chimere e di mostri, i chioschi snelli dai tetti arrovesciati e frangiati, su cui spenzolano dalla vôlta le enormi lanterne fantastiche, simili a tempietti aerei d’oro e di corallo, fra le pareti coperte di grandi stendardi di seta gialla ornati di caratteri cabalistici di vel­luto nero; dai quali, abbassando lo sguardo, si ritrovano le portantine delle dame, i bottoni dei mandarini, le scarpette ricurve, le pipe da oppio, le bacchettine da riso, i bizzarri strumenti di mu­sica, e immagini della vita chinese d’ogni tempo e d’ogni ceto, che appagano cento curiosità, sve­gliandone mille, e metton la testa in tumulto. Ah! come si riposa l’occhio e la mente uscendo dalla porta rossa di Pekino! Par di tornare nella propria patria, in mezzo ai fratelli e agli amici. Siviglia canta, Granata sorride, Barcellonalavora. Alla prima occhiata riconosco le mie belle ami­che dei venticinque anni. Ecco la chitarra di Fi­garo, ecco i pugnali di Toledo, ecco le manti­glie insidiose, le scarpettine calamitate, i ventagli