Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/75

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72 ricordi di parigi.


nella quale son raccolti i più bei lavori dei qua­rantamila operai di Besançon, dagli orologi mi­croscopici che si possono spedire alla fidanzata nella busta d’una lettera, ai macchinoni che vi suonano a festa l’ora dei dolci appuntamenti coi rintocchi d’una campana da cattedrale. Quasi tutti gli scompartimenti sono preannunziati da qualche cosa. Arrivati a un certo punto, sentite un fracasso indemoniato d’organi, di clarini, di violoncelli, di trombe, che sembra un’orchestra di pazzi: è l’esposizione degli strumenti di musica. Passate per le sale delle tappezzerie e dei tappeti, deco­rate di nero: a un tratto un’aria infocata vi sof­fia nel viso, la decorazione si fa rossa di fiamma, vi ritrovate in mezzo ai forni, ai fornelli, ai cammini, alle cucine a gaz, alle lampade fotoelettriche, ai caloriferi e alle stufe che allungano in tutte le direzioni le loro gigantesche braccia nere, e danno alla sala l’aspetto cupo d’un’offi­cina. Ma qui vi sentite già dare al capo un mi­sto di profumi femminei, che vi mettono in ri-­