Pagina:De Amicis - Ricordi di Parigi, Treves, Milano 1879.djvu/78

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uno sguardo all'esposizione. 75


regioni che s’attraversano di corsa; selve di lame sguainate e irte, e file di sale in cui non son che fili e tessuti; dove grazie alla solitudine, po­tete prendere l’andatura libera del viandante dalle ossa rotte. Improvvisamente vi fermate davanti alla magnificenza delle sete: sete di tutti i colori e di tutti i disegni, antiche e nuove, fra cui rispondono quelle ricamate d’oro e d’argento che piglieranno la via dell’Oriente, per esser ta­gliate in caffettani e in calzoncini per le belle donne degli arem. Qui, per le signore, comincia il regno della tentazione. Le più riserbate non riescono a padroneggiarsi. È una cosa amenis­sima vedere gli sguardi languidi, sentire i sospiri amorosi e le esclamazioni irresistibili di meravi­glia, che suonano dinanzi a quelle vetrine. S’en­tra nelle sale delle trine, dove c’è il lavoro di cinquecento mila mani di donna; veli e gale da imperatrici, che si manderebbero in aria con un soffio, quadri di pizzo pieni di figurine aeree, om­brellini e ventagli che paion fatti di ragnateli, e