Pagina:De Blasis - Leonardo da Vinci, 1872.djvu/23

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gli mandò quadri di grandissimo valore: i due mentovati. Ne aveva quasi ultimato un terzo, La trasfigurazione di Gesù Cristo, ch’è come il capolavoro della pittura; ma la di lui morte non gli permise di dargli l’ultima mano. È sovra simili modelli che gli artisti francesi poterono formarsi.

Leonardo, alla corte di Francesco I professore delle lettere e delle arti, fu accolto con la massima distinzione e divenne l’artista favorito del magnifico monarca, apprezzatore degli artisti e letterati italiani, di cui volle si onorasse il suo regno. Francesco I fissò a Leonardo una pensione annua di 700 ducati d’oro, somma considerevolissima a quei tempi.

Il grande cartone che Leonardo fece del quadro dell’altare maggiore della Chiesa dei Servi in Firenze, rappresentante la SS. Vergine con Gesù Cristo e S. Anna, dopo di avere eccitato l’ammirazione dei Fiorentini divenne proprietà di Francesco I, che teneva in grande estimazione questo magnifico lavoro.

Allorché Leonardo recossi in Francia, era già vecchio e cagionevole, per cui non potè fare che pochi lavori; ma erano lavori di un grande artista. Altri pittori, scultori, architetti, ingegneri, che erano pure al servizio della corte, molto approfittarono dei suoi esempi e consigli. Egli fondò in Francia una scuola di Pittura.

Ammalossi in Fontainebleau. Il re che molto l’amava, e che in grandissimo conto lo teneva, recossi a visitarlo nell’ultima sua malattia. Leonardo morì nell’istante in cui il monarca sostenevalo onde fargli prendere un brodo; spirò nelle braccia di Francesco I nel 1520, altri dicono nel 1518, in età di 75 anni.

Là disperazione del re, per una tale perdita, sorprendeva non poco i cortigiani. Uno di loro ardì palesargli il proprio stupore, ma il re gli rispose sdegnoso: Je puis faire tous les jours des grands seigneurs comme vous et Dieu


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