Pagina:De Blasis - Leonardo da Vinci, 1872.djvu/65

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ed anche dagl’intrighi dei Papi ambiziosi, furono, malgrado i loro patriottici ed eroici sforzi, signoreggiati dai Principi-Sovrani delle loro città, dagli stranieri e dalla Roma papale. Quanto sangue sparso, quanti massacri per impedire ad una nobile nazione di essere! — Carlo V, dopo avere scacciato i Francesi da quasi tutta l’Italia, e fatto prigioniero Francesco I, adirato contro papa Clemente VII perchè unitosi al monarca francese contro di lui, recossi a Roma, e fece mettere dal Conestabile di Borbone (Carlo duca di Borbone), la città a sacco; — fu un vero vandalismo, nulla si risparmiò, e molti monumenti e preziosi oggetti di arti furono la preda delle fiamme e delle armi della sfrenata soldatesca comandata dal feroce Borbone.

Questo Carlo di Borbone fu uno dei famosi briganti militari che rovinarono l’Italia. Dapprima egli fu Vice-re del milanese, le cui popolazioni non poco ebbero a soffrire da questo uomo orgoglioso e prepotente. Nel passare dalle città, onde recarsi ad assediare Roma, dava a’ suoi soldati il sacco della città, perchè si provvedessero di ogni cosa.

La Repubblica francese dell’89, e le conquiste di Bonaparte, arricchirono la Francia di circa 3000 dipinti e sculture. Vi erano quadri di ogni genere de’ migliori pittori, statue, busti, bassi-rilievi, disegni, medaglie, incisioni, pietre preziose, cammei antichi e moderni. In numero di 12,000 erano i libri rarissimi, i manoscritti, le stampe, senza calcolare i frammenti di antichità, intieri musei particolari, e gabinetti di storia naturale. Se a ciò si aggiunge lo spogliamento delle ricchezze di ogni genere e delle rarità preziose appartenenti alle chiese, facile sarà il vedere che questi immensi tesori sarebbero stati sufficienti ad arricchire i musei di Europa.

(8) fu un pessimo re, ma si meritò il nome di Padre delle lettere. Allorché volle farle fiorire nel suo reame, fece venire dall’Italia gli uomini più capaci per adempiere il suo glorioso progetto. Vi erano più italiani alla sua Corte che a quella di Carlo V, abbenchè questi fosse allora padrone di una grande parte dell’Italia. Difatti, gl’Italiani erano in quel tempo i soli depositari dell’umano scibile; possedevano scienziati, letterati, ’artisti che insegnavano a tutta l’Europa, e che l’incivilivano.

Quei grandi monumenti di architettura, che avevano sotto gli occhi, li facevano naturalmente architetti. Le belle statue dei Greci e dei Romani li rendevano eccellenti statuari, e queste due arti unite popolarono l’Italia di pittori di primo ordine. In