Pagina:De Joinville, Galvani - La sesta crociata - 1872.djvu/21

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lezione preliminare. xxi

dialetti. Era dunque l'articolo prepositivo nelle due parti delle tre che formavano la lingua d’oil affatto somigliante a quello della lingua di , e tale può riscontrarsi infatti nei migliori testi di Villehardouin. È però qui da ripetere come in tutti gl’idiomi ad articoli preposti e non suffissi essendo di massima importanza che il nominativo venga sempre distinto dall’accusativo, acciocchè nel discorso non s'ingenerino stranissime confusioni (e ciò tanto più qualora esse lingue formino transizione tra una anteriore che abbia avuto i nomi pentaptoti o esaptoti, ed una avvenire che li avrà monoptoti) così fu ancora che nei testi più antichi in lingua d’oil, anteriori cioè al 1200, si scrisse quasi sempre il nominativo femminile li e non la, perchè questo appunto non potesse confondersi col la somigliante, ma accusativo.

Una cosa sembra a prima fronte singolare dell'antico francese, ed ingenerare nel costrutto una non so quale perturbazione, ed è che qualora un sostantivo o proprio o generico ne reggesse un altro qualificativo del primo, poteva quest’ultimo lasciare la preposizione de, e star contento all'articolo accusativo lo o le; dicendosi per ciò in quella lingua: Chi infrange la pace lo re, per: dello re; Alla corona lo re, similmente per: dello re; Allora venne nell’oste un Barone lo Marchese Bonifacio in messaggio per: del Marchese Bonifacio. Ma qualora si ricordino i due accusativi che potevano in latino seguitare un verbo, e per ciò i Ciceroniani: itaque te hoc obsecrat, per: de hoc,