Pagina:De Marchi - Demetrio Pianelli, 1915.djvu/148

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casa sua a cercarlo, e non ho trovato che un vecchio sordo come una campana. La portinaia mi ha detto: — È già andato all’ufficio. — Allora io ho pensato: — Poichè siamo in piazza Fontana, approfittiamo della circostanza e facciamo colazione: e sono andato al Biscione, dove una volta ho mangiato una eccellente busecca alla milanese. Una volta c’era anche del vin buono - parlo di trent’anni fa, quando il Biscione non era diventato ancora un grand hôtel. Ci andavo tutte le settimane, fin da quando viveva mio padre, jesus per lui, anzi ho passato al Biscione la mia prima notte di matrimonio. C’è da farne un quadretto. La mia povera Marianna non era mai stata al Biscione.... ah! ah! sicchè, s’immagini che paura!.. Basti dire che è scappata su per la ringhiera in camicia....

— Scusi, — interruppe aspramente Demetrio, — chi è lei? che cosa vuole? non ho tempo di stare a sentire le sue fanfaluche.

— Ecco un parlar chiaro, corpo del diavolo! Se si tratta dunque di farle quell’onore che dice, io sono il Chiesa di Melegnano.

— Il sor Isidoro? — esclamò Demetrio un po’ mortificato e confuso.

— Sì, Isidoro Chiesa, uomo libero per la grazia di Dio e che non mangia il pane di nessuno.