Pagina:De Marchi - Demetrio Pianelli, 1915.djvu/182

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— Mangia, non far smorfie. Già.... gli altri hanno grandi chiacchiere, ma, quando si tratta di tirar fuori un quattrino, stanno a Melegnano, gli altri. Ed io sono il ladro, il tradi....ditore.... Mangia dunque, non farmi scappar la santa pazienza.

Arabella si avvicinò al tavolo e cominciò a mangiare, come se lo facesse soltanto per obbedienza e per non irritare di più lo zio.

Ma alle prime cucchiaiate di latte caldo le sue guancie si fecero rosee e gli occhi brillarono di una gioia intensa nel fissare il fondo della scodella.

Demetrio cercava di tirarsi in mente tutte le raccomandazioni fattegli dal suo superiore; ma in quel momento non poteva vedere che tre poveri fanciulli quasi morti di fame.

Si è o non si è cristiani, e, per quante fossero le colpe di quella donna, si deve lasciar morire su una strada tre poveri innocenti?

Arabella lasciava cadere nella scodellina anche le sue lagrime e se le mangiava poi col pane.

Demetrio, fatte due o tre giravolte per la stanzetta, seguitò come se parlasse a sè stesso:

— Perchè non dovrei aver volontà di aiutarvi? Ah! dunque, io ho men cuore del vostro cane.... L’ho provata anch’io la mi-