Pagina:De Roberto - Al rombo del cannone, Milano, Treves, 1919.djvu/228

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ta, un autore drammatico, un prestanome dello stesso autore, il quale narra in prima persona ciò che vede e ode.

Egli ode giudizii politici e militari enunziati con grande sufficienza dall’ex-professore, come questo, ad esempio: che "l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando non potrà avere nessuna influenza sulla politica generale dell’Europa"; oppure come la risposta data con piglio severo al figliuolo che gli domanda se la Francia volerà in soccorso del Belgio: "No! La nostra generosità ce lo consiglierebbe; ma, per Dio! non facciamo i sentimentali! Siamo obbiettivi!...". Egoismo mentito, parte recitata: quando il brav’uomo apprende che l’esercito francese passa effettivamente dalla difesa all’attacco, ne concepisce tanta esultanza che si mette a spiegare il comunicato a chi vuole e a chi non vuole udirlo, finanche alla serva, "imperocchè egli obbedisce al precetto borghese di non esser familiare con i servitori, ma si rammenta anche di Molière".

Prima della guerra, il giovane Lulù aveva i capelli biondi e portava abiti attillatissimi; allo scoppio delle ostilità si è trasformato in boy-scout collettore della Croce Rossa, e quantunque abbia appena diciassette anni, chiede di marciare come volontario: quando la sua domanda è accettata, i capelli gli s’imbruniscono perchè tralascia di darsi l’acqua ossigenata: