Pagina:De Roberto - Al rombo del cannone, Milano, Treves, 1919.djvu/236

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III.

Resterebbe ora da narrare la conoscenza fatta da Emma all’ospedale, dove si reca ogni giorno per visitare i soldati in atto di pietoso omaggio alla memoria del suo caro perduto; l’idillio che pare s’intessa in quella casa del dolore e della speranza; e come poi la giovane, che è vedova senza aver cessato d’essere signorina, e che mette al mondo un bambino quasi senz’essere stata donna, elegga di restar vedova e madre venerando le reliquie del suo diletto. Resterebbe ancora da spigolare fra tanti gustosi episodii, fra tanti squisiti particolari d’osservazione e d’espressione; ma riesce propriamente impossibile seguire qui la tenue trama del romanzo e molto difficile rendere in un’altra lingua il sapore delle sue pagine. Questo libro veramente francese, dove è dipinta dal vero una famiglia della piccola borghesia parigina, possiede tuttavia un valore rappresentativo molto maggiore che non sembri.

Il genere umano è in massima parte composto di tante famiglie Valadier, con le loro smanie, le loro manìe, le loro vanità, le loro stesse volgarità; ma questa piccola gente, all’occasione, dimostra d’esser pure una gran brava ge