Pagina:De Roberto - Gli amori.djvu/135

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perchè aveva lasciato passare due anni senza scrivergli una parola, quando poi, tutt’ad un tratto, il ricordo di quest’uomo doveva brillare nelle tenebre della sua esistenza, sino a fugarle. Ma aveva ella veramente bisogno di spiegare queste cose; e, benchè ignorasse le circostanze speciali nelle quali quella donna si era trovata al tempo del loro incontro e nelle quali si trovava adesso che tanta distanza li divideva, l’artista non era in grado di comprenderne la natura? Forse, quando s’erano incontrati, ella amava un altro, ed aveva ceduto a lui per capriccio, per curiosità, per debolezza; forse, con l’anima libera e serena, non aveva ascoltato altra voce fuorchè quella dei sensi: chi sa? Sono tante le ragioni per le quali il cuore resta freddo! Più rare sono quelle che lo infiammano; e la sofferenza della quale ella parlava non dava ragione del mutamento? Abbandonata, tradita, delusa, il bisogno di una cordiale consolazione era naturalmente nato in lei, ed ecco che la memoria di quell’uomo s’era ad un tratto svegliata. La rammentava egli ancora? Come pensava a lei? Perchè non le aveva mai detto una parola d’amore e non le aveva mai scritto? Aveva forse capito che, amando ella un altro, egli non poteva menar vanto del suo breve trionfo? L’amor proprio offeso lo aveva ridotto al silenzio? Forse egli era buono, diverso dagli altri, capace d’un sentimento sincero; forse anch’egli aveva sofferto... e non ci voleva altro che la spinta perchè, lavorando di fantasia, ella cominciasse ad attribuire tutte le qualità a quello sconosciuto e trovasse cento ragioni d’interessarsi a lui. Quando l’imaginazione aveva compito l’opera sua, ella aveva arrischiato la prima lettera; e per le risposte incoraggianti il sentimento era divampato, gagliardo e contagioso. Perchè, a leggere quelle lettere, a sapere quell’anima unicamente occupata dal suo ricordo, un turbamento profondo s’era prodotto nell’anima dell’artista; e quelle due creature che da vicino si erano amate al modo volgare, adesso che non si vedevano più e disperavano perfino di potersi mai rivedere, spasimavano entrambe d’ideale amore.