Pagina:De Roberto - Gli amori.djvu/193

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pur vedevo prepararsi qualcosa di molto incongruo, mai più avrei sospettato che razza di calunnia la baronessa veniva a denunziare. Imagina dunque che questo suo ex-amico era un giovanottino di primo volo, il quale, o per non avere come pagarla, o perchè dava noia a qualche più ricco cliente, o per chi sa qual altra ragione, era stato da lei pulitamente messo alla porta. Su tutte le furie egli pensa di vendicarsi, e che fa? Va dicendo per tutta Napoli, a chi vuole e a chi non vuole saperlo, che la baronessa ha portato di Francia e regala ai suoi clienti un ricordo che non suol essere molto gradito!... Tu vedi di qui la testa del pretore quando la dama gli spiega la cosa in tutte lettere e gli chiede che, seduta stante, egli chiami un uomo della scienza, il quale accerti la verità e confonda il calunniatore!... Essersi creduto con una vera signora, e sentirsi narrare una storia che sarebbe stata benissimo in bocca a una abitatrice di Porta Capuana!... Ma, sia onore al vero, il mio principale fu molto come si deve e continuò a darle galantemente della baronessa, significandole tuttavia, come del resto era troppo naturale, che di tutta quella storia egli non poteva tenere nessun conto se non prima riceveva una querela su carta bollata. «Una querella? E come si fa?» domanda l’altra; e il principale: «Si va da un avvocato, gli si spiegano i fatti, e al resto pensa lui.» Ora, dopo una settimana da quella scena, quando il pretore era andato via, in permesso, arriva la querela a me in persona. Amélie Bourgand, niente più baronessa, nata a Montreuil, Passo di Calais, Francia, d’anni quarantadue, di professione... tu mi capisci, sporgeva querela contro Alfonso Mantiello, per aver costui detto e ripetuto sul conto di lei, in luoghi di pubblico ritrovo ed in presenza di più persone, cose che le recavano pregiudizio e allontanavano da lei le sue pratiche: volendo dimostrare come l’accusa fosse presentemente falsa, la querelante chiedeva una perizia medica; volendo provare che era stata falsa sempre, chiedeva che il magistrato citasse e udisse in pubblico giudizio le persone ragguardevoli