Pagina:De Roberto - Gli amori.djvu/267

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— Ma sa lei che cosa ho provato nello scrivere questa lettera?... Che cosa provo adesso dopo averla riletta?... Un secreto scontento, un pentimento addolorato, quasi un rimorso. Mi par d’avere, con sacrilega mano, profanato tutto quel che c’era di più puro in fondo al mio cuore. Io potrò accusare quest’uomo, io potrò disistimare la creatura che si è rivelata improvvisamente in lui; non potrò dimenticare le divine commozioni che m’ha procurate. Comunque egli sia fatto, è stato per me l’oggetto di un culto; qualcosa delle virtù che gli ho attribuite è rimasta in lui, come qualcosa della santità che i feticisti vedono nell’idolo di cartone resta in esso e lo sottrae alla derisione degli stessi miscredenti... Poi, io penso che quest’uomo, come tutti gli altri, non è responsabile di quel che fa; penso che forse ne sarà punito, un giorno, più crudelmente che io oggi non possa imaginare... E tutto quel che c’è di buono in me protesta contro i propositi di vendetta, m’ispira invece una grande compassione per quest’anima ammalata... Senza tornare ad illudermi sul prezzo che ha potuto dare all’amor mio, penso che non sono stata per lui un’indifferente, che egli ha avuto fede, almeno per qualche tempo, nelle mie parole. Allora giudico che sarebbe degno di un’anima non volgare il dimostrare come, nonostante i torti ricevuti, di questa fede si voglia sempre essere meritevoli...

— In altre parole, voi volete fargli vedere che siete migliore di lui!

— Sarà forse questo il secreto movente: che importa? Una buona azione non diventa già cattiva perchè ci torna comodo compierla...

— Certamente! Così avete abbozzato un’altra lettera ancora?

— Sì, ed è questa... — Sfogliato il suo taccuino, la giovane riprese a leggere: — «Voi non volete più rivedermi: parto oggi stesso. Ho l’anima straziata; se voi poteste soltanto imaginare quello che soffro, vi farei molta pietà. Tuttavia, qualunque sia il male che voi m’abbiate fatto, vo’ dirvi, prima di lasciarvi, che non vi porto odio o rancore. La mano che