Pagina:De Sanctis, Francesco – Giacomo Leopardi, 1961 – BEIC 1800379.djvu/137

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xiii. 1820-21 - progetti 131

richiedeva l’opera lenta del tempo, come si vede dalla loro corrispondenza in quell’anno. Ci fu scambio di progetti rimasti tali nell’uno e nell’altro, il cui scopo era di restaurare l’istruzione e l’educazione nazionale.

In ogni modo, scrive a Giordani, proveremo di combattere la negligenza degl’italiani con armi di tre maniere, che sono le più gagliarde: ragione, affetti e riso.

Ci sono parecchi disegni suoi con questo fine. Voleva fare un Elogio del general polacco Cosciusco, «sull’andare della vita di Agricola scritta da Tacito, eloquente e storica al tempo stesso, passionata per rispetto alla somiglianza, che hanno le sventure della Polonia con quelle d’Italia. Volendo celebrare un uomo illustre per vero ed efficace amor patrio, non l’ho trovato in questi tempi in Italia, e m’è convenuto ricorrere agli stranieri». Felicitando il generale e la Polonia «dei travagli sostenuti per difendere la loro indipendenza», rinfaccia all’Italia «che ancora non si possa dire una minima parte di questo a riguardo suo». Ricorda certi suoi «pensieri intorno al raffreddamento dell’amor patrio, a proporzione che coll’incivilimento cresce l’egoismo». Gli passa anche per la mente la Vita del general Paoli, difensore della Corsica, che «sarebbe un bel soggetto». Concepiva pure un «romanzo storico sul gusto della Ciropedia, contenente la storia di qualche nazione prima grande, poi depressa, poi ritornata in grande stato per mezzi, che si dovrebbono fingere simili a quelli, per li quali si può sperare o desiderare che l’Italia ricuperi il suo buon essere... Il romanzo dovrebb’essere pieno d’eloquenza, rivolta tutta a muovere gl’italiani, onde il libro fosse veramente nazionale e del tempo». Volgeva anche in mente di scrivere «Vite de’ più eccellenti capitani e cittadini italiani, a somiglianza di Cornelio Nepote e di Plutarco, destinate a ispirare l’amor patrio per mezzo dell’esempio de’ maggiori, aiutato dall’eloquenza dello storico, da una frequente applicazione ai tempi presenti, dalla filosofia, dalla possibile piacevolezza dei racconti, ecc.».