Pagina:Dei Sepolcri (Bettoni 1808).djvu/27

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NOTE



Ho desunto questo modo di poesia da’ Greci i quali dalle antiche tradizioni traevano sentenze morali e politiche presentandole non al sillogismo de’ lettori, ma alla fantasia ed al cuore. Lasciando agl’intendenti di giudicare sulla ragione poetica e morale di questo tentativo, scriverò le seguenti note onde rischiarare le allusioni alle cose contemporanee, ed indicare da’ quali fonti ho ricavato le tradizioni antiche.


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                       .   .   .   . il verso
E la mesta armonia che lo governa.

Epistole, e Poesie campestri d’Ippolito Pindemonte.


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Fra ’l compianto de’ templi Acherontei.

     Nam jam saepe homines patriam carosque parenteis
     Prodiderunt vitare Acherusia Templa petentes.1

E chiamavano Templa anche i cieli.2


  1. Lucrezio, lib. iii, 85
  2. Terenzio, Eunuco Att. iii, Sc. 5, Ed Ennio presso Varrone de l. l. lib. vi.