Pagina:Del danno che avverrebbe allo Stato Pontificio.djvu/28

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ne facciano cento che ci brilla il cuore di gioia per tutte; ma non se ne faccia una che privi, non Civitavecchia, ma lo stato dell’immenso vantaggio di unire i due mari. Voi sig. anonimo per discutere opportunamente la tesi avreste dovuto dimostrare e persuaderci che la comunicazione della Toscana coll’Adriatico se non gioverebbe, non nuocerebbe neppure agl’interessi dello Stato Pontificio: ma questa dimostrazione era impossibile e perciò bellamente non l’avete neppure tentata. Che anzi ci dite apertamente quale sarebbe il resultato della pretesa comunicazione, quello cioè di lasciarci il misero beneficio del commercio di transito. E si! La parte meridionale dello Stato non deve aver commercio, quello che veramente si chiama commercio d’importazione e di esportazione, ma un miserabile transito! Il commercio è privativa della Toscana, e deve continuare ad esserlo!

Finalmente vuole il sig. anonimo che si lasci andare il commercio nelle sue naturali tendenze, simile ad un fiume che segue il pendio delle circostanze e presceglie la via più breve e la più naturale. Applicando però questa sentenza al fatto, noi vediamo che per parte dei contrari non la si osserva. Essi non vogliono lasciar andare le acque per la china e il fiume del commercio per l’alveo suo naturale ma crearne uno nuovo, e noi dobbiamo scavarlo perchè fecondi le loro campagne.

Così a nulla giova il vagheggiato esempio della Francia se dessa ha aperta una comunicazione ferrata col Nord e non paventò, a fronte di altri van-