Pagina:Del danno che avverrebbe allo Stato Pontificio.djvu/30

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ne alcuna; perchè non saprei vedere, al di là della forza e delle armi, come e perchè lo Stato Pontificio potrebbe essere violentato a concedere un transito evidentemente dannoso. E probabilmente le armi e la forza sono le ragioni di sfera più elevata di cui l’anonimo parla, ma con bella reticenza non palesa. E certo queste sarebbero ragioni potentissime, al cospetto delle quali ogni scrittore ammutisce e si ritira.1.

Che poi possa la Toscana aprirsi il passaggio per l’alta Italia, rispondo che il faccia. Primieramente verso il confine di Modena avrà l’Appennino più difficile a superarsi: in secondo luogo raddoppierebbe forse la strada, e non so quanto in tal caso potrebbe sostenere la nostra concorrenza: in terzo luogo, dovendo traversare più Stati, sarebbero immense le perdite di tempo per visite politiche e finanziere, moltiplicate le spese. Che poi questo varco non le sia giovevole affatto lo prova l’insistenza di lei nello aprirselo per lo Stato Pontificio, anche con ragioni di sfera più elevata.

Molti altri argomenti potrei addurre in mezzo a sostegno della mia tesi; ma temo, sig. cavaliere, di

  1. Son noti gli ostacoli sommi, e forse insuperabili che il Piemonte trova per unir Genova a Milano, ed invano fa suoi reclami al governo sardo, poichè quello austriaco non è guari disposto a favorire l’unione; insomma ognuno bada ai suoi interessi: perchè il solo Stato Pontificio dovrebbe cedere e non curarli? Che se Genova non otterrà di unirsi alla via Ferdinandea, ragion di più per negare alla Toscana il passaggio, perchè lo Stato Pontificio rimarrà veramente solo nel Mediterraneo a fruire dell’immenso vantaggio di unire i due mari.