Pagina:Del danno che avverrebbe allo Stato Pontificio.djvu/5

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(come giustamente dite) non esistesse il porto di Civitavecchia, non solo non vi occupaste a dimostrare perniciosa allo interesse dei sudditi della Santa Sede ogni comunicazione della Toscana coll’Adriatico; ma nell’ordinamento delle linee, ammetteste, sebbene dubitativamente che: potrebbe forse prender luogo fra le principali coincidenze una diramazione che partendo dalla linea maestra verso Fuligno, si dirigesse per Perugia al confine toscano (pag. 54). La quale diramazione, come quella che porrebbe Livorno e tutta la Toscana in comunicazione coll’Adriatico percorrendo parte della principale via ferrata dello Stato, sembra a me sommamente dannosa. Non io però voglio e posso farvi debito dello avere ammessa si fatta perniciosa diramazione; sia perchè lo stesso dubitar vostro mi da fede che forse per particolari plausibili ragioni vi siete astenuto dal combatterla; sia perchè non ignoro che non avrei a temervi giudice in questa vertenza. Permettete adunque che, quasi a compimento del vostro prezioso lavoro, io ardisca svolgere accademicamente seco voi la questione; ed esservi di eccitamento ed invito con questo scritto ad unirvi meco (che abbisogno di valido sostegno) affinchè il pubblico, a coi danno volgerebbesi la contraria sentenza, conosca l’entità della cosa, e sia guidato a giudicar rettamente de’ suoi veri interessi.

Che il porto di Civitavecchia sia più centrale di quel di Livorno e più di esso a portata di ricevere le le provenienze tutte di levante e ponente: che ne sia megliore la sua costituzione idrografica; che con poca spesa possa essere munito di una rada megliore