Pagina:Deledda - Chiaroscuro.djvu/106

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100 il natale del consigliere


rina!... C’è anche un giorno per il povero, dice il proverbio sardo. Del resto Grassiarosa, nonostante le sue lamentele, non era triste; non lo era mai stata; perchè avrebbe dovuto cominciare adesso? Come tutti quei bimbi che le si raccoglievano attorno, senza darle troppo da fare, e piangevano e ridevano per ogni piccola cosa, ella non si curava della sua sorte, e non pensava all’avvenire, e se pensava al passato era per trarne conforto.

— Le notti come questa! Se ne facevano feste, dai miei padroni! Interi porchetti venivano arrostiti; e i miei padroni cantavano tutta la notte. Che allegria, Santa Maria bella! Ma anche loro, adesso, hanno finito di gozzovigliare, e i porchetti li lasciano a chi li ha. Solo uno, dei miei padroni, è ancora ricco; io penso sia più ricco di ziu Predu Camboni, il negoziante che veniva a comprar le vacche. Sembrava il più, quel padroncino, ed è diventato il più serio; ma anche lui chi sa se è contento! Mi pare di averlo veduto nel treno, stasera: aveva il viso pallido e gonfio come un formaggello fresco....

I bimbi scoppiarono a ridere; ma ella parlava sul serio, raccontando più per sè che per loro.

— Che c’è da ridere? E che i ricchi non possono esser pallidi?

— Il capo‐stazione è rosso come una mela. — disse Bellìa, con accento che non ammetteva replica.

In breve i maccheroni furono cotti e conditi; aggruppati intorno alla donna i bimbi