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208 la volpe


nostro dottore perchè gli guarisca le orecchie!

— Benone! Ecco assicurata la celebrità al nostro dottore!

Il vecchio, che continuava a capire a modo suo, si toccò la manica del giubbone lacero e lucido di grasso.

— Sporco? E uso! La gente che sta bene non ha bisogno di farlo vedere.

Il dottore aveva infatti già notato che i più puliti, nel paesetto, erano i poveri: i ricchi non si curavano delle loro vesti, per disprezzo delle apparenze, ma anche forse per comodità. Ecco infatti zia Lenarda che aspetta il dottore nel cortiletto, vestita come una serva, mentre anche lei è una donna benestante, una proprietaria di terre e di bestiame, tanto ricca che nonostante i suoi quarantatrè anni ha sposato un bel giovane di venti.

— Buon giorno a Vossignoria il dottore. Vorrei domandarle una grazia Mio marito Jacu fa il soldato: adesso è il tempo della tosatura e vorrei che egli venisse in permesso. Vostè non conosce gente della Corte del Re?

— Pur troppo no, buona donna mia.

— Lo dissi anche al nostro dottore: se ne occupi, se passa a Roma. Ma lui dice sempre sì, poi si dimentica. Jacu mio è un bel ragazzo — non lo vanto perchè son sua moglie — e buono come il miele.... Con una piccola spinta potrebbe ottenere tutto....

Ella faceva atto di spinger qualche cosa col fuso; ma il dottore andò via sospirando.