Pagina:Deledda - Chiaroscuro.djvu/25

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chiaroscuro 19


no anche semplici. Tu sarai la padrona, foglia mia d’argento, e Maureddu il servo: tu potrai dargli pane d’orzo e ricotta secca, quando egli andrà ad arare o a mietere, e tu potrai tener sempre la caffettiera sul fuoco e farti la frollata e i biscotti con la cappa e tenere il pane d’isola1 nel guardaroba. Egli non se ne accorgerà, in coscienza mia.

Queste ragioni convincevano la fanciulla, tanto più che i Palas, in quella stagione bella ma lontana ancora dalla raccolta, nonostante tutta la nobiltà della loro razza, pativano quasi la fame. Un giorno la matrigna dovette farsi prestare, al mille per cento, un mezzo ettolitro di grano; poi impegnò per tre lire la sua medaglia d’argento a filigrana, poi andò nella valle a cogliere finocchiella e ramolacci.

Madalena non usciva mai di casa: ma la primavera arrivava fino al cortiletto e copriva i muri di ranuncoli e di fior di musco; e sul tetto della casetta il vento d’aprile scuoteva le gramigne e gli steli d’avena palpitanti che pareva accarezzassero il cielo azzurro sopra gli embrici corrosi. Qualche volta la bianca cucitrice aveva fame; allora pensava a Maureddu Pinna e alla sua provvista di lardo, di frumento, di formaggio; e sollevando le palpebre un po’ livide guardava le nuvolette biancastre d’aprile col vago sguardo dei convalescenti affamati.

  1. Panini dolci.