Pagina:Deledda - Chiaroscuro.djvu/56

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50 il cinghialetto


padre non vede che per gli occhi di suo figlio. Adesso il ragazzo è malato, mangia troppo! e padre e madre sembrano pazzi di dolore. Senti, l’altro giorno il ragazzo ha veduto un cinghialetto, qui nel vostro cortile, e lo vuole. Dammelo; o meglio domani mandalo con Pascaleddu; se c’è da pagare si paga.

— Il tuo padrone è giudice? — disse la donna, ansando. — Allora tu puoi dire una buona parola per mio marito: fra giorni si discuterà il suo processo. Se egli non viene assolto, io sono una donna morta....

— Io non posso parlar di queste cose al mio padrone....

— Ebbene, domani Pascaleddu porterà il cinghialetto; digli almeno, al tuo padrone, che il bambino è figlio del disgraziato Franziscu Cambedda.... Digli che ho l’asma; che moriamo di fame....

La paesana non promise nulla: tutti sapevano che Franziscu Cambedda era colpevole.

Il cinghialetto viaggiava di nuovo, ma questa volta attraverso la piccola città e fra le braccia del suo amico. I due cuoricini, l’uno accanto all’altro, palpitano d’ansia e di curiosità; ma se il bambino sa che deve tradire il suo amico, questi non si decide a credere che il suo amico possa tradirlo, e allunga il piccolo grifo al di sotto del braccio di Pascaleddu