Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/12

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le erbe, seguita dal bambino che pareva un cagnolino terroso.

No, non le era possibile scavare la sepoltura: le mancavano gli strumenti e la forza: eppoi c’era pericolo di una contravvenzione.

Col davanti della sottana gonfio d’erba, prese il bambino in braccio e s’avviò alla città.

Incontrò un carrettiere e gli annunciò la morte del marito, forse con l’istintiva speranza che l’uomo potesse caricare sul suo carretto il cadavere e portarlo al cimitero: ma l’uomo la scansò con la frusta come una mosca e le disse di andare in questura.

La sola parola questura le diede un senso di mistero e di terrore più che la morte.

Allora batté alla prima porta che le capitò e che d’altronde conosceva bene. Era la porta di un piccolo villino dove abitava un filosofo vegetariano con la moglie laboriosa. Fu questa ad aprire, con la scopa in mano. La donna le lasciò cadere ai piedi sulla soglia il mucchio d’erbe arricciate ancora fredde di brina.

— Che modo è questo? — gridò la signora; ma