Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/17

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


— E non me lo ha preso già, vada a morire ammazzata lei e tutti i mortacci suoi?

E aspettò ch’egli la cacciasse via subito: egli invece se ne andò senza replicare; e lei tornò a piegarsi col viso sullo straccio ch’era un vestito del suo bambino.

Poi tentò di evadere.

Da una stanza all’altra, cautamente, lungo i corridoi grigi, per le scalette di servizio, cercò una via d’uscita. Nulla, tutto era chiuso a chiave, silenzioso, misterioso più che i sotterranei delle favole; ed ella si sbatteva contro le vetrate come la mosca prigioniera.

Forse avrebbe potuto, più tardi al ritorno dei servi; ma più tardi si accorse di essere sorvegliata e non si mosse più.

La notte fu sinistra: ella non dormiva e l’anima le rotolava dentro, su e giù, dalla testa alle ginocchia, dalle ginocchia alle viscere, al cuore, alla nuca, tentando anch’essa una via d’uscita che non trovava.

E lei sapeva il perché di tanta angoscia: il bambino moriva. Neppure il bianco sorriso dell’alba rischiarò di speranza la sua pena; neppure i rintocchi delle campane