Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/171

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— Egli vi offrirà ospitalità più gradevole della mia — disse; ma la moglie che era una donna fina, aggiunse:

— Se sarà di buon umore!

Verso il tramonto i due partirono, lasciando con rimpianto quel luogo di pace. Da lontano il più vecchio si volse e vide il pastore che giocava coi suoi bambini e col cane e con l’agnellino, felici tutti come gli uccelli che svolazzavano fra le macchie. E il sole che cadeva sul mare pareva allungasse i suoi raggi fino a loro per prendere parte alla loro felicità.

— Signore, — mormorò, — io ti ringrazio poiché mi hai fatto vedere che la gioia esiste ancora sulla terra.

Cammina cammina essi arrivarono prima che fosse notte alta allo stazzo del ricco proprietario. Più che stazzo poteva dirsi quasi un piccolo castello, con le sue facciate di granito, le sue inferriate, i muri alti dei suoi cortili e dei suoi stabbi. La luna lo illuminava, e al suo chiarore la chiostra dei monti sovrastanti pareva tutta una fortificazione ciclopica, una cinta di torri e di spalti messi lì a difesa della casa del ricco.

I cani abbaiavano; e attraverso il loro urlo assordante si sentiva una voce d’uomo che gridava improperi contro qualcuno. Poi