Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/217

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come conseguenza ineluttabile; ma pure qualunque giudizio Voi facciate di me e comunque accogliate questa mia, la soave mitezza che spira dai Vostri occhi mi conforta e induce a ritenere che non Vi vorrete reputare offesa se io uso dell’ultimo diritto, dell’unico sollievo che mi resti, quello di manifestarvi la mia profonda simpatia. Amarvi è mio destino.


Questa lettera, firmata con una sola iniziale, fu proprio indirizzata a me quando avevo la divina fortuna di contare solo tre lustri.

Non ho mai saputo di chi fosse: non ho mai ricordato di aver riso dell’amore che mi passava accanto.

L’attribuivo, la lettera, a tutti i ragazzi del mio paese e non osavo per questo guardarne uno solo in viso: ed essi dicevano ch’ero scontrosa e insensibile mentre ero innamorata di tutti loro.

Così l’Ignoto non si rivelò: a meno che, letto questo mio scritto, non gli salti in mente di farlo adesso e si presenti con più coraggio, calvo grasso con gli occhiali, i denti ferrati d’oro, e col palamidone d’alto funzionario di Stato.