Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/237

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Sebbene osservi tutte queste cose, la signora comincia a impazientirsi.

Contro chi? Contro il carrettiere, contro il marito, contro la guerra, contro l’inverno.

E anche contro sé stessa che, in fondo, è la causa di tutto.

Tu l’hai voluto, signora poetessa: tu che hai lasciato i paesi del sole per tuffarti in questa baraonda oceanica, dove chi non sa nuotare anche sott’acqua annega.

Ed ella già comincia a sentire i piccoli piedi della sua razza sedentaria che non conosce il mare, gelarsi come quelli del nuotatore che perde forza.

Eppure dell’erba calpestata sentiva pietà, e della povera bestia che aveva ragione a non andare avanti con quel peso superiore alle sue forze e su quella strada barbara.

Ella ha pietà delle bestie, dell’erba, di tutte le cose che non hanno voce per difendersi. Oh, per questo il suo cuore non è nido di passioni politiche, ma di semplice umanità.