Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/259

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


con calma, con giudizio, anche se la domanda è ottima, per salvare le forme.

Vedo infatti andar via la vecchia, e quando scendo mi avvedo che tutti sono un po’ scuri in viso, come disillusi: io non parlo, aspetto, fiutando l’aria ove mi sembra che la vecchia abbia lasciato un odore di tristezza.

Finalmente, alla sera, quando si è tutti riuniti intorno alla tavola come per un consiglio di famiglia, conosco il segreto. La vecchia è venuta per chiedere che sia tagliato il cipresso.

Si discute. Chi dà ragione ai vicini, anche per antipatia al cipresso, chi si oppone perché quello dei vicini pare un atto improvviso d’inutile prepotenza. Essi è vero, sono forti della legge che anche alle piante impone una doverosa distanza dalla proprietà del vicino; ma perché si sono ricordati adesso della legge?

Lo so io, il perché: e vado fuori a salutare il mio amico, la cui sorte e la mia sono davvero adesso unite da un invisibile filo. L’albero però sembra stranamente rallegrarsi della notizia: nella notte ancora fredda ma già solcata da un puro odore di giunchiglie, l’aureola perlata che lo circonda