Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/37

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cieco che si lamentava nel crocevia del viale, e al quale prima non dava mai l’obolo. Questa volta, invece, gettò nel vaso del vecchio cappellaccio rovesciato, un pugno di monete.

Il fatto si ripete nei giorni seguenti. E non è lei sola a godere e soffrire; anche i passeggeri romantici, le coppie furtive, le vecchie signore straniere con un libro od una macchinetta per fotografie in mano, tutti insomma quelli che attraversano il viale, sono affascinati dal suono misterioso.

Qualcuno interroga il mendicante: il mendicante non sa nulla, anzi non ha neppure una lontana idea della cosa perché oltre all’esser cieco è anche quasi completamente sordo.

La donna, che avrebbe voluto godere da sola l’incantevole musica, si irritava per la curiosità e le ricerche altrui: ma a poco a poco curiosità e ricerche cessarono; ella osservò tuttavia che il viale era sempre più frequentato.

Un giorno vide presso il mendicante il ragazzo sbilenco e straccione che aveva fischiato