Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/39

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flauto guastava alla donna il piacere di ascoltarne la musica. Forse era anche un senso di diffidenza, ma forse era anche il principio di un sogno.

Ed ecco un giorno il ragazzo sbilenco si presentò proprio alla villa: aveva da vendere un coniglio, certamente rubato, e del quale d’altronde chiedeva un prezzo tre volte superiore al giusto.

La cuoca stava per scacciarlo indignata, quando sopraggiunse la signora pronta per andare allo stabilimento.

— Va bene, — disse, — compreremo il coniglio, purché tu mi dica chi è che suona il flauto nel bosco.

Il ragazzo la fissò coi suoi occhi verdi sfrontati e non rispose.

— Prendi il coniglio, — disse la signora alla cuoca, — e tu, ragazzo vieni con me. Egli volle i denari, prima di consegnare la bestia, poi andò con la signora: per farlo parlare occorse però la lusinga di un biglietto da cinque lire, che la donna si passava da una mano all’altra e ripiegava e spiegava.

— Venite con me — disse infine precedendola: