Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/50

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il peso della casa era adesso tutto sopra di lui; e che era un peso insopportabile; ma gli parve di sentire, nella sua voce, la voce della mamma, e anzi di esser diventato la mamma stessa; ed ebbe paura dei brontoli del babbo, e pensò anche lui di fuggire.

Nel pomeriggio vi furono ore apparentemente quiete. La serva s’era ritirata nella sua camera a lavorare per conto suo, e anche lui nella sua, a studiare, a scrivere.

Scriveva un dramma.

Quel giorno però non gli riusciva di scrivere una sola parola, sebbene la scena e il dramma stesso fossero al loro punto culminante. Egli non poteva condurli più su, la scena e il dramma, e neppure più giù.

Non poteva: anzi gli pareva di svegliarsi dall’ubriachezza che fino al giorno avanti il suo lavoro gli aveva dato, e di questo vedeva tutta la falsità. I veri drammi della vita sono quelli che rassomigliano al suo di oggi, senza parole, quasi senza personaggi.

Ma chi può scriverli? E anche a scriverli e rappresentarli bene, desterebbero gli sbadigli e il disprezzo della gente che pure ne conosce tutta l’oscura e sotterranea potenza.