Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/60

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terra son tutti radunati qui, sì, ma non fanno per te.

Lei taceva.

Un giorno rovesciò il vassoio con le pipe; egli le si gettò addosso, con una mano le afferrò il ciuffo dei capelli tirandole indietro la testa, con l’altra la schiaffeggiò.

Ella balzò curva qua e là stringendosi fra le palme le guancie come avesse male ai denti, poi andò a fare il suo fagotto, e la cuoca la sentì brontolare:

— L’apostolo! Ammazzalo! Te lo darò io, però, l’apostolato: aspetta, aspetta...

Ma quando fu per andarsene, il giardiniere le disse che aveva ordine dal padrone di non aprire il cancello.

E di saltare i muri non c’era speranza perché altissimi: e sopra vi marciava l’esercito di alabarde della cancellata.

Sette anni ella stette in quella prigione, preparando giorno per giorno la sua conquista. Giorno per giorno prendeva possesso degli oggetti, se non delle persone, e strofinava i mobili con la cura, a volte dispettosa, con cui si ripuliscono i propri figli; e quando rimetteva a posto una sedia diceva: «sta lì», con l’impressione che quella