Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/83

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— C’è pericolo dei ladri? — domandò la signora, che parlava poco e non rideva mai.

— Non se n’è mai visti; la montagna è completamente disabitata e la salita, come abbiamo veduto, non è facile: ad ogni modo per stanotte certo non verranno.

— Eppoi anche se vengono! — esclamò l’uomo, con un sorriso ironico, toccandosi le saccoccie; ma a un rapido sguardo della donna aggiunse gravemente: — Ci sapremo anche difendere.

E trasse la rivoltella, che depose sulla tavola. Ed ecco subito qualcuno batté alla porta.

La donna trasalì.

— Niente paura — esclamò la guida. — So ben io di che si tratta.

E riaprì la porta bestemmiando. Non c’era davvero da intimorirsi; un ragazzino pallido vestito di stracci e con un gran berretto a visiera forse perduto da qualche escursionista, stava davanti alla porta, e guardò la guida con due occhi scuri, fissi, che imploravano ma non speravano. Infatti, gli fu subito minacciosamente indicato di andarsene. Invece di obbedire, egli volse agli stranieri, che s’erano avvicinati curiosi, i suoi tristi occhi di animale addomesticato, e, poiché la guida accennava a chiuder la porta, mise la sua manina giallognola e