Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/85

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di avvicinarsi al camino, e morsicando il pane non cessava di fissare gli occhi dello straniero. Ed erano occhi quali egli non ne aveva veduto mai: di un azzurro luminoso, dolci e pietosi come quelli di Gesù.

La donna, invece, dopo il primo impeto di curiosità più che d’altro, pareva anche lei un poco ostile: e anche i suoi occhi erano azzurri, ma freddi e tristi come il cielo di quella notte lassù.

— Domani mi pagherai tutto — disse la guida con gesti minacciosi, mentre lo straniero gli si metteva davanti in modo che il ragazzo raggiunse il suo intento, ch’era quello di accucciarsi nell’angolo del camino: una volta lì non si mosse più; rosicchiava il pane, e adesso i suoi occhi fissavano il fuoco, e pareva che di null’altro al mondo gl’importasse.

Tutta la notte il vento soffiò con ira implacabile, sbattendosi come uno spirito maligno contro le pietre del rifugio: pareva volesse a tutti i costi scovare gli uomini lì nascosti e buttarli giù nei burroni della montagna.

Mentre la guida russava come fosse a casa sua, lo straniero non poteva chiuder occhio; di tanto in tanto sollevava la testa