Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/90

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poi l’altra, si ficcarono sull’orlo ad ovest della piattaforma; poi apparve il berretto, poi la testa del ragazzo: e d’un balzo egli fu accanto ai viaggiatori, sicuro e dritto come nella piazza del paesetto.

Non si preoccupò nel vederli legati: di solito i viaggiatori paurosi facevano altrettanto: solo si guardò attorno per assicurarsi che non c’era la guida.

Allora accennò all’uomo di seguirlo, e alla donna di star lì ad aspettare; e come nessuno dei due gli dava retta, trasse di tasca una pietra sfaccettata, brillante e pesante, e la porse all’uomo.

L’uomo la guardò e i suoi occhi parvero rifletterne le scintille.

— Questo è argento; dove l’hai preso?

Il ragazzo accennò ancora di seguirlo; e la donna disse:

— Va, ti aspetterò qui.

Quanto tempo aspettò non seppe mai. S’era accucciata per terra, come il ragazzo davanti al fuoco, e si sentiva circondata di tutto l’azzurro dei sogni della fanciullezza.

Finalmente l’uomo riapparve, si buttò accanto a lei un po’ anelante.

— Si tratta proprio di un giacimento argentifero, di metallo allo stato quasi puro — disse. — Il ragazzo afferma che nessuno