Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/95

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quello di ferro a quello di legno, senza fermarsi da nessuno e senza concludere niente.

Adesso si sentiva d’un tratto capace di fare tutte quelle cose assieme, fuori del paese però, in un luogo aperto dove si potesse respirare e dove nessuno conoscesse il suo vero nome e il mestiere di sua madre.

In fondo egli non disprezzava sua madre: dopo tutto ella sfruttava in buona fede la credulità del prossimo per campare, lei e il figlio, ed era sempre malaticcia, spesso assalita da convulsioni durante le quali diceva parole strane; cosa che appunto le aveva procurato i primi consulti e i primi successi di veggente: e anche lei non si vergognava del suo mestiere.

Il guaio è che era la gente a vergognarsi di consultarla: tutti la consultavano e avevano bisogno di lei come dell’acqua, ma nessuno la riceveva in casa propria, e se l’avessero veduta in chiesa l’avrebbero cacciata via a colpi di pietra.

Anche il figlio era guardato in cagnesco, e anche lui a volte sentiva la voglia di mordere i clienti di sua madre.

Quella sera no: quella sera il popolo cantava insolitamente in coro, ringraziando Dio per aver passato bene o male l’anno.