Pagina:Deledda - Il flauto nel bosco, Treves, 1923.djvu/99

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La madre lo ascoltava con pazienza, ma sogghignava fra di sé: perché lei sola sapeva chi era e da che cosa proveniva la fortuna di quell’uomo.

Quando si convinse che il figlio era deciso a partire, a derubarla e andarsene di nascosto se lei si opponeva, anche lei provvide a far la fattura.

Bisognava anzi tutto ottenere un po’ di lievito da una sposa che facesse la prima volta il pane nella casa maritale; e poi qualche goccia di vino di quello che serviva per la santa messa. Queste goccie di vino le fu facile ottenerle la sera stessa della fattura dal sagrista che spesso la serviva di cose di chiesa: per il lievito aveva faticato un po’ di più, perché, come si è detto, tutti la sfuggivano e la sposa capiva che si trattava di faccende equivoche.

— Ti giuro che è per le frittelle di pasta che voglio fare al mio ragazzo — ella aveva detto con accento grave: e finalmente ecco ottenuto il lievito.

Infatti fece fermentare la pasta per le frittelle con l’anice che piacevano tanto al ragazzo: e il vino della santa messa fu mescolato al vino che egli usava bere.