Pagina:Deledda - Il nonno, 1908.djvu/48

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45 grazia deledda

Fecero un tratto di strada assieme, e prima di entrare nella casa dove era aspettata, la vecchia disse:

— Ho poi saputo chi erano i tuoi ospiti di cala Delunas.

Suo malgrado egli tramali, punto dal ricordo.

— Io non ho saputo più nulla di loro.

— Io sì!

— E come avete fatto?

— Cuoricino mio, - ella disse non senza ironia - ho un cavallo, io, sul quale viaggio senza esser veduta, e quando voglio sapere qualche cosa monto su e via!...

— E prestatemelo, allora! Vado immediatamente a trovare i più ricchi proprietari del circondario e rubo loro i denari, il formaggio, gli alveari...

— Cuoricino mio, la ricchezza val niente, quando manca la saviezza! - sentenziò la vecchia. - Vedi, quel tuo ospite era un uomo ricco: s’è mangiato tutto, anche i beni della figlia. Poi andava a questuare, vestito da frate, finchè una bella notte non s’è preso la batosta che tu sai.

— Eh, perchè non aveva il vostro cavallo invisibile! E... giacché state a raccontare, ditemi, e della vedova che ne è?

— Ti preme saperlo? Deve sposare un pastore, anzianotto, ma ricco.

— Buona fortuna!

Per quanto egli insistesse, la vecchia non volle dirgli come aveva avuto notizie dei Sanna. Egli pensò ancora qualche volta a Marianna, con un