Pagina:Deledda - Il nostro padrone, Milano, Treves, 1920.djvu/334

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— Ho fatto i miei calcoli, Gerusalè! Questa non è più aria per me: troppa miseria! È meglio andare in cerca della fortuna, piuttosto che incanutire e rimbambirsi aspettandola. Quelli del Continente vengono qui in Sardegna e ci tolgono il pane di bocca; ed io sai cosa faccio? Vado in Continente: vado a Genova o a Roma e metto su un negozio di generi sardi.

Egli descriveva il suo negozio, faceva i calcoli dei suoi guadagni, parlava persino di noleggiare un veliero per il trasporto della merce; Predu Maria ascoltava, un po’ curvo su sè stesso, pesante, cascante, assonnato, e a sua volta ricordava il suo sogno d’andarsene lontano, e al delitto che aveva commesso per procurarsi i denari del viaggio....

— E tua nonna i quattrini te li dà?

— Io non ho bisogno dei quattrini di quella vecchia pazza! Se li tenga, li nasconda sotto una pietra, dove i vermi li rosicchieranno. Troverò io i denari; ho buone conoscenze, ho buoni amici che vorranno aiutarmi. Io ho aiutato tutti e non ho che a domandare un favore per ottenerlo.

— Eh, se si potesse! Ma tante volte non si può.... non si può....